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Il decollo alla francese in Parapendio

In decollo a Sarnano
Volete vivere attimi di terrore senza necessariamente stare in volo? Bene, provate a sedervi dietro un qualsiasi decollo affollato! Vi assicuro lo spettacolo non manca!

La vela che ti supera e... di faccia a pelle di leone per decine di metri, ti stacchi prematuramente e la vela ti supera e chiude provocando un ritorno al pendio! (spesso si risolve con qualche livido), decolli con i comandi sbagliati o peggio in twist, nell’esibire il tuo stile nel decollo in retromarcia ti abbracci una pianta , la vela che ti schizza in alto per poi strusciarti a pelle di tartaruga per decine di metri, nuovo portastrumenti artigianale e un cordino delle C si va ad incastrare proprio lì e... ritorno al pendio!, il cordino del freno si incastra in uno di quei moschettoni senza ghiera di sicurezza dell’acceleratore, durante la corsa inciampi sulla pedalina e giù di faccia, dimentichi di allacciare il pettorale o peggio i cosciali (e qui sono c....!), decolli con la ghiera di sicurezza del moschettone aperta, e la lista potrebbe continuare all’infinito.

Quale tecnica utilizzare
Io decollo alla francese con i comandi dei freni incrociati fronte vela (nella mano destra il freno destro e la bretella sinistra, nella mano sinistra il freno sinistro e la bretella destra), a volte anche con un filino di vento prestando attenzione a non inciampare nel correre all’indietro (con vento zero meglio usare la tecnica all’italiana spalle alla vela).

Il decollo alla francese con poco vento

L’esperienza accumulata in quindici anni di voli, decolli, inconvenienti vissuti in prima ed in terza persona, hanno maturato in me la convinzione che lo scambiare i freni durante la fase di decollo equivale ad un tempo, variabile secondo l’esperienza, di attenzione a scapito delle altre fasi del decollo. Visto che possiamo avere già i comandi in mano perché scambiarli proprio quando ci servono per controllare la direzione e l’assetto della vela in una fase delicata come il decollo?!

Una buona tecnica deve permettere di gestire la vela in qualsiasi momento magari anticipandola negli spostamenti. Diverse possono essere le strade che ci portano al raggiungimento di questi obbiettivi e sicuramente la più semplice avrà il minor margine d’errore. Non dimentichiamo che errare è umano... e che dobbiamo cercare di individuare gli errori possibili per prevenirli o risolverli.

I vantaggi della tecnica alla francese con comandi incrociati
I vantaggi di questa tecnica sono ovvi, si decolla già con i comandi dei freni giusti in mano e si ha una perfetta visuale della vela durante la salita, potendo così intervenire per correggerla o, in caso di intrecci, interrompere il decollo. Lo svantaggio sta nel controllare la vela con i freni incrociati (dopo un po’ di pratica, vedrete, diventa un gioco da ragazzi).

Una buona tecnica non basta!
La tecnica da sola non è sufficiente a garantirci un buon decollo senza errori. E’ fondamentale anche:
• Valutare la meteo e, in caso di dubbio, evitare di andare in volo (decollo in sottovento, 25 km/h o più di vento, nembo sulla testa ecc...).
• Osservare attentamente il decollo (ostacoli, dislivello, terreno, corsa utile, spazio aereo ecc...).
• Crearsi una checklist di controlli da fare e memorizzarla (vela, freni, fascio, bretelle, acceleratore, maniglia d’emergenza, strumentazione, cosciali e pettorale, aggancio moschettoni alle bretelle, aggancio acceleratore).
• Valutare la meteo/vento e lo spazio aereo libero prima di andare in volo

Durante questi controlli prevolo è importante non farsi distrarre e nel caso ripeterli nuovamente.

Come imparare
Apprendere questa tecnica non è semplice e richiede allenamento a campetto. Una volta appresa, non bisogna mai smettere di allenarsi, soprattutto al cambio vela/imbraco. Come prima cosa trova un luogo in pianura ed una giornata poco ventosa adatti per fare campetto. Ricorda che in decollo le reazioni della vela sono differenti (in pendenza la vela tende a superare il pilota di più che in pianura).

Per comodità ho diviso il decollo in due fasi. La prima è dedicata all’attrezzatura e comprende una serie di controlli atti ad evitare inconvenienti che a volte si trasformano in incidenti. La seconda è dedicata alla tecnica di decollo vera e propria.

Controllo attrezzatura
Ricordate la checklist di controlli da effettuare? Bene, è ora di metterla in pratica.

Controlli Vela
1 vela
2 freni
3 fascio
4 bretelle

Controlli Selletta
5 acceleratore
6 maniglia d’emergenza
7 strumentazione
8 aggancio cosciali e pettorale
9 aggancio moschettoni alle bretelle
10 aggancio acceleratore

Nb. Questa checklist è personale e può variare in funzione dell’attrezzatura e dell’esperienza.

1 - Vela
Disponi la vela perfettamente perpendicolare alla direzione del vento.
Nel caso di poco vento disponila manualmente sempre perpendicolare alla direzione del vento a forma di mezza luna.

2 - Freni
Controlla che non ci siano nodi o lesioni sui freni, a volte le diramazioni possono cedere su sassi taglienti o radici.

3 - Fascio
Controlla che non ci siano nodi o intrecci nel fascio.

4 - Bretelle
Controlla lo stato del cordino della speed e del sistema di carrucole delle bretelle e sistemale a terra.

5 - Acceleratore
Per evitare problemi durante il decollo sistema la pedalina dell’acceleratore sotto l’imbraco fissandola con gli appositi velcri/elastici.

6 - Maniglia d’emergenza
Controlla i fermi di sicurezza e la posizione della maniglia d’emergenza (se hai dubbi contatta il tuo rivenditore).


(i fermi di sicurezza possono variare da selletta a selletta)

7 - Strumentazione
In questo caso ne faremo a meno visto che di volare dalla pianura non se ne parla... o quasi.

8 - Aggancio cosciali e pettorale
Mai e poi mai, una volta agganciati cosciali e pettorale, dovrai sganciarli per sistemare la vela con l’imbraco ancora addosso. Sgancia cosciali e pettorale, posa la selletta a terra, sistema la vela e indossa nuovamente la selletta. Oggi, tutte le sellette in commercio vengono fornite con il sistema di antidimenticanza.

9 - Aggancio moschettoni alle bretelle
Aggancia i moschettoni alle bretelle con le spalle alla vela (fai attenzione a chiudere bene il moschettone).

10 - Aggancio acceleratore
Aggancia l’acceleratore ed evita di usare moschettoni senza ghiera di sicurezza.

Decollo alla francese con i comandi incrociati fronte vela
Ruota a destra di 180° (senso orario) tenendo il fascio della bretella destra con la mano destra e viceversa facendo passare la bretella sinistra sopra la testa verso destra.

Distendi le bretelle (come se stessi in volo, ruotandole se necessario), stacca i corrispettivi freni e afferrali con la mano, contemporaneamente afferra la bretella con il medio, anulare e mignolo.

 

Con il pollice e l’indice della mano destra afferra la bretella destra e passala, ruotandola di 180° in senso orario, sotto la bretella sinistra alla mano sinistra. Con il pollice e l’indice della mano sinistra afferra la linea A e/o B (a seconda del modello) della bretella destra.

Afferra con il pollice e l’indice della mano destra, la linea A e/o B della bretella sinistra facendola prima ruotare di 180° in senso orario.

Fai un pregonfiaggio per sistemare la vela perfettamente perpendicolare alla direzione del vento, con tutte le bocche della vela aperte e per metà gonfie.

 

Valuta lo spazio aereo libero e la direzione del vento prima di gonfiare (se il vento è cambiato anticipa lo spostamento della vela).
Ora solleva in alto le linee A e/o B il più simmetricamente possibile cercando, in presenza di poco vento, di iniziare a camminare all’indietro facendo attenzione a non disassare le bretelle ruotando il bacino.

 

Nel caso la semiala tardasse a salire, compensa aumentando la trazione della bretella in alto per poi riportarla a livello dell’altra.

 

Quando la vela supera i +-70° inizia la rotazione verso sinistra di 180° (senso antiorario) fai attenzione a non inciampare, a non scaricare la vela con saltelli, mantenendo la traiettoria e la velocità.
I movimenti devono essere fluidi, bisogna restare calmi e ragionare sia su quello che vedi (la posizione della vela, il fascio libero da nodi) che quello che senti attraverso la selletta (la trazione che diventa portanza) e le bretelle (quando si afflosciano se non interveniamo trazionandole la vela cadrà inesorabilmente).

   

Continua nella corsa e rilascia gradualmente i comandi in modo da acquistare la giusta velocità relativa all’aria fino a che non avrai il controllo della vela (qualche decina di metri).

Se la vela tende a superarti anticipa con i freni e/o accelerando la corsa, la tendenza della stessa a superarti. Nel caso la vela va a destra o a sinistra modifica la traiettoria iniziale per tornare sotto la vela.

 

Nel caso la vela ruota rispetto all’asse del vento aziona il freno per modificare la traiettoria della vela e riportarla in asse con quella del vento.

 

Bene, ora fermati e ricomincia da capo fino a quando i movimenti diventano istintivi e la padronanza ti permette di gonfiare per ben 10 volte senza alcun errore. Se sbagli al sesto tentativo o anche al nono riparti da zero (come a scuola:). Ti assicuro che una volta appresa la tecnica, fare i gonfiaggi diventa divertentissimo e ti permette in certe situazioni di risalire i pendii con il minimo sforzo, come fanno i kite trainati dalla forza del vento.

Ubaldo mentre risale il pendio

Con vento forte
Il decollo con vento forte non differisce molto da quello sopra descritto salvo che per il camminare all’indietro.

Il decollo alla francese con vento moderato

Gonfia la vela (le prime volte fallo in pianura lontano da cavi, case, macchine ecc...) e, invece di camminare all’indietro, fai un paio di passi verso la vela (dipende dall’intensità del vento). Quando la vela è sopra la testa fermati e traziona leggermente i freni per fermare la sua corsa. Una volta ferma sopra la testa rilascia gradualmente i freni e contemporaneamente ruota di 180° in senso antiorario tenendo in asse le bretelle e iniziando a camminare (con vento forte basterà segnare il passo) cercando comunque di sentire la trazione della vela sulla selletta (se si scarica significa che la vela è investita da un minor vento relativo e che sarà la nostra pronta accelerazione a ricrearlo).  Ora gioca un po’ con la vela sopra la testa provando a spostarti a destra e sinistra e/o disassando le bretelle con la selletta (fallo anche fronte vela).

Per adagiare la vela a terra, ruota di 180° per riportarti fronte vela e provoca uno stallo trazionando completamente i freni per rilasciarli completamente un attimo prima che la vela tocchi terra (ad evitare che venga giù troppo forte).

Atterraggio con vento moderato

Insidie e pericoli
Sistemarsi nell’imbraco con i comandi dei freni in mano può provocare uno stallo o avvicinarti pericolosamente alla velocità di stallo.

Fare campetto, anche in pianura, con forte vento e/o instabilità può essere pericoloso.
Ad una gara di centro, quel giorno c’erano 50 km/h di sottovento; organizzai, come alternativa alla gara di volo, una vera e propria corsa a terra con la vela sopra la testa. Massimo, durante questa corsa, decollò in parapendio dalla pianura! Si staccò 10 metri da terra, percorse 50 metri in volo e riatterrò vincitore. Immagina la faccia terrorizzata!

Agganciarsi all’imbrago e alla vela e sedersi in attesa che... una raffica ti porti via come uno straccio può essere pericoloso. Prima ci s’imbraca e solo una volta pronti a gonfiare/decollare ci si aggancia.

Conclusioni
Il decollo è una fase delicata del volo e richiede sempre la nostra massima attenzione.
Per imparare questa tecnica bisogna solo fare allenamento.

La cosa più assurda è che poi, una volta appresa la tecnica, fare gonfiaggi a campetto diventa divertente ed è anche un buon motivo per fare un po’ d’attività fisica. Perché non farlo?

Ubaldo mentre risale il pendio
 
Vuoi un ultimo consiglio? Anche se non sei padrone di questa tecnica cerca una scuola dove fare un paio di lezioni o se sei uno che ha già un po’ di esperienza, trova un campetto in pianura o meglio ancora, in atterraggio, dopo un bel volo, senza creare problemi a chi deve atterrare nelle vicinanze (spostati dall’atterraggio) e approfitta per fare un po’ di “sano” allenamento.

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www.vololibero.abruzzo.it © c.f. mrldnc68r10z614r - ultimo aggiornamento 8 marzo 2018