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Il territorio

L`Abruzzo si affaccia a est sul mare Adriatico e confina con il Lazio a ovest, con le Marche a nord, e con il Molise a sud. È ripartita nelle province di Pescara, Chieti, L`Aquila e Teramo; il capoluogo regionale è L`Aquila. Sull`origine del nome Abruzzo non tutti gli studiosi sono concordi. Dai più viene fatto risalire ad Aprutium, un antico ducato longobardo corrispondente approssimativamente all`odierna provincia di Teramo.

L`Abruzzo è relativamente poco esteso e poco popolato (ha una superficie di 10.795 km² e conta 1.479.016 abitanti - 2004); la densità è nettamente inferiore alla media nazionale (118 abitanti per km² contro 195). I limiti fisici sono delineati da: a nord dal fiume Tronto, a sud dal fiume Trigno e ad ovest dalla poderosa catena dell`Appennino abruzzese.

Il territorio abruzzese per oltre due terzi è in massima parte montuoso. Nessun`altra regione dell`Italia peninsulare raggiunge valori così alti di montuosità.

La morfologia della regione è variegata, ma può tuttavia essere divisa in due aree distinte: l`Abruzzo interno, appartenente all`ossatura centrale e principale della penisola italiana, dai massicci che racchiudono vaste conche e dalle cime calcaree aspre ed elevate, e l`Abruzzo esterno, dalle tenui colline che, interrotte dai letti ghiaiosi, dei corsi d`acqua che man mano digradano verso la costa sabbiosa.

Il sistema appenninico Abruzzese è imponente; vi si presentano evidenti tracce del modellamento glaciale a differenza di quanto si verifica in genere nelle regioni circostanti. I rilievi seguono tre direttrici all`incirca parallele, da nord-ovest a sud-est; l`allineamento più poderoso è quello rivolto verso il mare Adriatico, suddiviso a sua volta in tre gruppi montuosi. I monti della Laga con il monte Gorzano (2455 mt) al confine con le Marche e con il Lazio; qui il passo di Montereale (1015 mt), che separa la valle del fiume Velino da quella dell`Aterno-Pescara, il principale fiume abruzzese, segna il limite tra l`Appennino umbro-marchigiano e l`Appennino abruzzese.
Proseguendo verso sud, al di là del fiume Vomano, si erge la mole imponente del Gran Sasso d`Italia, il più elevato ed esteso degli Appennini, che raggiunge i 2.912 mt di altezza nella cima del Corno Grande alle cui pendici troviamo il piccolo ghiacciaio del Calderone, l`unico dell`intero arco appenninico. Infine, quasi altrettanto imponente, il più meridionale massiccio dell`allineamento esterno, troviamo la Maiella con il monte Amaro, 2.795 mt.

La valle del fiume Aterno, che costituisce il cuore geografico dell`Abruzzo montuoso e che segue una marcata depressione (Conca Aquilana, Conca di Sulmona), separa nettamente l`allineamento più esterno dal fascio montuoso centrale; esso include il monte Velino (2487 mt), al confine con il Lazio, il più isolato monte Sirente (2349 mt) e un imponente massiccio, i monti della Meta (monte Petroso, 2247 mt): sul loro versante, indicata come il limite tra l`Appennino centrale e l`Appennino meridionale, troviamo la Bocca di Forlì (998 mt).

Un`altra conca, quella del Fucino, segna infine il passaggio al terzo allineamento montuoso, quello più interno e frammentato dell`Appennino abruzzese, che si estende al confine con il Lazio e comprende la breve catena dei monti Simbruini, che supera di poco i 2000 mt. Vasti e aridi pianori e detriti rocciosi, si estendono tra massiccio e massiccio, anche a quote alte (quello di Campo Imperatore, ad esempio, nel Gran Sasso, si aggira sui 1800 mt).

La Conca del Fucino era in origine occupata da un vasto lago che aveva una superficie di 155 km2 ed era quindi il più esteso dell`Italia peninsulare: fu interamente prosciugato e bonificato nella seconda metà dell`Ottocento, e il territorio fu via via convertito all`agricoltura e agli insediamenti. Molto diffusi in tutto l`Abruzzo montuoso sono i fenomeni carsici. Imponenti sono le manifestazioni carsiche sotterranee, testimoniate da un`estesa circolazione sotterranea di acque risorgenti e dalla presenza di numerose grotte.

Completamente diversa è invece la morfologia della fascia collinare, che si attenua a ridosso della costa. Prevalgono infatti terreni argillosi e arenaceo-marmosi, poco coerenti, intaccati facilmente dalle acque e altrettanto facilmente soggetti a frane; hanno quindi forme arrotondate, distese, in netto contrasto con le asperità dei rilievi appenninici, benché le pendici siano intaccate dalle fitte incisioni dei calanchi, localmente chiamati scrimoni.

Il litorale, basso e uniforme, lungo circa 170 km, ha quasi ovunque spiagge sabbiose piuttosto strette, con una larghezza media variabile dai 50 ai 100 mt, interrotte dalle foci dei corsi d`acqua. Sbarrati dai monti della Laga, dal Gran Sasso, dalla Maiella, essi svolgono gran parte del loro corso ai piedi di questi rilievi. La circolazione di acque sotterranee, cui si è già accennato, esercita una funzione idrografica molto importante, perché le numerose risorgive equilibrano e rendono meno incostante il regime dei corsi d`acqua, che in altre regioni dell`Appennino centromeridionale sono in genere solo dei torrenti.

I corsi d`acqua della regione sono numerosi ma brevi; tra quelli che interessano direttamente l`Abruzzo, i principali sono il l`Aterno-Pescara lungo 145 km ed il Sangro (117 km), che in parte scorre ai piedi dei monti della Meta, attraversando poi tutta la fascia collinare a sud della Maiella. L`Aterno nasce sui monti della Laga; solca l`intera Conca Aquilana, dove bagna la città dell`Aquila, svolgendo un lungo percorso che segue il versante interno del Gran Sasso; ricevuto il suo maggiore affluente, il Sagittario, assume il nome di Pescara, attraversa finalmente l`Appennino con una stretta gola e raggiunge l`Adriatico presso l`omonima città.

Dopo il prosciugamento del Fucino, mancano laghi di una certa estensione; è però interessante, nell`Abruzzo meridionale, il piccolo lago di Scanno (1 km2 di superficie), perché è tra i più notevoli esempi in Italia di bacino lacustre formatosi per sbarramento naturale, a seguito della caduta di una frana dal monte Genzana. Artificiale è invece il più esteso lago di Campotosto (14 km2), realizzato con lo sbarramento del torrente Fucino.

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