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Parco nazionale d`Abruzzo flora e fauna

Il parco nazionale d`Abruzzo è forse, tra i parchi italiani, quello che più degli altri evoca immagini di natura selvaggia e incontaminata: gli animali si aggirano in silenzio per i boschi, sfuggenti al contatto con l`uomo. Il lupo e l`orso, le due specie più caratteristiche di questa regione, sono stati spesso coinvolti in leggende e credenze popolari che li hanno raffigurati come esseri feroci, vendicativi, astuti: il che, probabilmente, serviva a giustificare la caccia incontrollata che ne ha quasi provocato l`estinzione.

Le montagne abruzzesi, che superano anche i 2000 m, ricoperte di faggete, e i rilievi appenninici meno alti, dai profili sinuosi e ammantati di boschi di roverella e di cerro, carpino nero, acero campestre, frassino e castagno, hanno da sempre favorito un certo isolamento di questa zona e dei paesini che la costellano (Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena, Scanno). In tal modo questi hanno mantenuto, almeno fino agli anni Sessanta, la loro struttura tradizionale, integrata in modo perfetto con l`ambiente, e il parco, fin dalla sua istituzione, è rimasto una delle più importanti oasi naturali di tutta Europa.

Alcune valli possiedono endemismi botanici, come il pino nero di Villetta Barrea, o la betulla presente solo in località Coppo Oscuro. Le praterie di altitudine si colorano dei fiori di anemoni, genziane, ellebori, gigli e orchidee, che nel parco sono rappresentate da numerose specie, tra cui la rara scarpetta di Venere. La ricchezza dei boschi, tra i quali quello della Camosciara e quello della Difesa, viene accentuata dal contrasto con il paesaggio brullo e aspro dei luoghi delle montagne marsicane, di roccia calcarea, in cui più accentuati sono stati i fenomeni di carsismo, che ha formato doline, inghiottitoi e grotte.

L`importanza del parco d`Abruzzo sta, comunque, oltre che nella sua grande biodiversità, anche nell`avere raggiunto un ruolo di primo piano nelle attività di ricerca che esso promuove, e nell`avere dimostrato che la presenza di una zona protetta non impedisce lo sviluppo economico delle popolazioni locali, ma può tradursi in benessere mediante una corretta e oculata gestione del turismo e delle risorse che l`ambiente offre.

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